Il numero tre di Grande Kalma è online

In questo numero

Editoriale di Antonio Panico

Racconti di Antiniska Pozzi, Ilaria Salvatori, Valentina Scelsa e Virginia Benenati.

Frasi e poesie tratte dall’archivio di Batania (Neorabbioso)

Quattro racconti e poi le immagini tratte dall’archivio di Neorabbioso, ospite speciale per questo numero, che poi sono immagini tra virgolette, poesie che si vedono passeggiando per le strade o bazzicando la rete. Nell’editoriale ho scritto due parole su questo tipo di poesia e perché la trovo interessante e aggiornata, con un futuro. Per i racconti mi ispiro sempre a un criterio di gusto e qualità, provando a scegliere chi è capace non solo di scrivere ma anche di aggiungere qualcosa alla nostra ricerca, al senso di una narrativa che essendo micro acquisisce ancora più valore; spero che il mio editoriale invogli lettrici e lettori ad andare avanti.

La rivista è consultabile scaricando il pdf:

Oppure sfogliandola su Issuu:

La selezione per il numero quattro è chiusa!

La selezione di racconti per il numero quattro della rivista è chiusa, chi non ha ancora ricevuto un riscontro deve attenderlo per i prossimi giorni. Sono stati presi in considerazione tutti i testi inviati entro oggi, resta aperto l’invito per illustratrici e illustratori, ma anche fotografi, poeti visuali. Per sottoporre del materiale bisogna inviare una email a antoniopanico06@gmail.com e allegare una prova del proprio lavoro, anche portfolio, e una biografia breve scritta in terza persona. I temi della rivista sono il cambiamento individuale e collettivo, la consapevolezza di sé, la creatività come azione, gesto di scelta. Per maggiori dettagli consiglio sempre di dare uno sguardo ai primi tre numeri per capire l’orientamento di Grande Kalma.

Ringrazio tutte e tutti per la partecipazione, anche questa volta il livello è stato alto. Trovo sempre stimolante e fecondo lo scambio che si crea prima della creazione di un numero; forse è la parte più bella di questo percorso.

Un assaggio del numero tre in uscita il primo giugno!

Una mia nota scritta in una fredda giornata di febbraio per presentarvi il prossimo numero di Grande Kalma!

Stamattina ho avuto uno scambio di e-mail con Batania, il poeta (o la poetessa?) che è diventato noto sui social network per via di un’originalissima iniziativa artistica e poetica. Gli ho chiesto (o le ho chiesto?) di poter utilizzare alcune delle sue poesie o frasi come parte visuale per il numero tre della rivista, in uscita a giugno di quest’anno. Credo che la poesia urbana di Batania sia magnifica, aggiornata rispetto all’epoca in cui viviamo, i cambiamenti della città e della tecnologia. È una poesia che si articola attraverso frasi brevi, secche, a volte veri e propri aforismi lontani sia dai versi che dalla poesia narrativa. C’è anche visceralità, un populismo latente, un richiamo alla vita: qualcosa come un rock primitivo. Le sue frasi si possono trovare sui muri e i cassonetti della città di Madrid. Nelle ultime settimane, poi, uno sciopero dei netturbini ha reso visivamente la sua poesia ancora più impattante: tra cumoli di monnezza e sacchetti che invadono i marciapiedi i passanti possono dedicarsi anche solo un attimo di poesia, riflessione, introspezione. Mi piace, è una poesia di risveglio, diretta e profonda, si adatta bene anche alle regole della comunicazione contemporanea: perfette per un Tweet o per una foto su Instagram. Mi ha ricordato un po’ Antonio Porchia, il poeta calabrese emigrato da ragazzino in Argentina, e il suo libro di aforismi Voces; credo l’unico che abbia mai scritto. Vedo un modo nuovo di leggere dietro questa forma d’espressione, un approccio anti-libresco che mi auguro venga approfondito e non si disperda tra muri sozzi e insulse bacheche digitali. Proverò in qualche modo a dare un contributo con il numero tre di Grande Kalma. In futuro diventerà sempre più difficile leggere e la creatività fa, si evolve e si adatta, penetra tra le maglie strette della città e gli algoritmi che regolano il traffico della rete.

Di seguito un breve assaggio di frasi selezionate da me, accostando queste due poetiche che richiamano a mondi e generazioni molto diverse.

La traduzione dal castigliano all’italiano è mia:

L’amore è sempre un neologismo.

(Batania)

La morte è tutta la vita, non la sua conclusione.

(Batania)

Non sprecate tutta la paura: conservatene un po’ per il dopo pandemia.

(Batania)

Ho conosciuto rive peggiori del naufragio.

(Batania)

Con la mia bocca nella tua non sono più ateo.

(Batania)

Prima di percorre il mio cammino io ero il mio cammino.

(Antonio Porchia)

L’uomo non va da nessuna parte. Tutto viene all’uomo, come il domani.

(Antonio Porchia)

La mia povertà non è totale: manco io.

(Antonio Porchia)

La ragione si perde ragionando.

(Antonio Porchia)

La montagna che ho alzato mi chiede un granello di sabbia per restare in piedi.

(Antonio Porchia)

L’uomo, quando non si lamenta, quasi non esiste.

(Antonio Porchia)

Da leggere e da vedere!

Melody Moon Lepore, Guillermo Deisler, Ferdinando Riccio!

Tre visual stories, un omaggio a chi con disegni, poesie visive e fotografie ha contribuito ai primi tre numeri della rivista.

Numero zero dicembre 2020

https://amp.issuu.com/visual-stories/a6gZRCA4qfa

Numero uno febbraio 2021

https://amp.issuu.com/visual-stories/Sk9ACyrCqsO

Numero due aprile 2021

https://amp.issuu.com/visual-stories/XhJqfAV1eUC

Autrici, Autori: Grande Kalma è alla ricerca di racconti per il numero quattro che uscirà a settembre!

Scrittrici, scrittori. Sto lavorando al numero quattro della rivista che uscirà, verosimilmente, il primo settembre 2021 e sto cercando racconti che possono essere inviati tenendo presente le indicazioni che fornisco alla sezione contatti del blog della rivista: https://grandecalma.com/contact/ Come sempre accetto anche proposte di artisti visuali, magari dare uno sguardo ai primi tre numeri può aiutarvi a orientarvi o anche solo a capire se il progetto sia di vostro gradimento o no: https://grandecalma.com/blog/

Il quadro che ho scelto per questo post è Autoritratto di gruppo di Almada Negreiros, figura chiave del movimento modernista portoghese di cui ricorre oggi l’anniversario della nascita. Sono due donne e due uomini seduti ai tavolini del mitico Café A Brasileira di Lisbona, se fossero contemporanei sarebbero sicuramente dei lettori di Grande Kalma.

A breve qualche indiscrezione sul numero tre in uscita il primo giugno, nel frattempo ringrazio tutte le autrici e gli autori che mi hanno inviato un contributo e a cui in questi giorni ho scritto una e-mail; anche tra i racconti scartati ho trovato tanta qualità.

Micronarrazioni: l’arte di non scrivere e di farlo con il cuore.

In questi mesi, all’incirca sei dalla nascita della rivista, mi sono domandato spesso le ragioni che mi hanno portato ad indagare questa forma di scrittura, creando non pochi equivoci con autrici e autori, per non parlare del fatto che scrivere un buon racconto tra le duecentocinquanta e le settecentocinquanta parole non è affatto semplice, ammesso che ci sia qualcosa di semplice in questo esercizio. Mi sono persuaso che questa mia curiosità sia dovuta all’idiosincrasia che ho nei confronti di una concezione cervellotica e ‘’ impegnata ‘’ della letteratura, e che è nelle forme di narrazione più brevi che si annida un genio che più facilmente si coniuga con la leggerezza, virtù poco praticata nel mondo delle riviste letterarie e spesso vista con sospetto dai letterati di ogni livello. Rivisitando i primi tre numeri della rivista, vedo che i racconti che più mi hanno convinto sono quelli in cui le autrici riescono a scegliere bene innanzitutto cosa non si deve scrivere, un’arte di scartare che invece di togliere aggiunge e lascia ai lettori la possibilità di immaginare, partecipare attivamente alla lettura e, in qualche modo, continuare a scrivere. Se è vero che con la narrativa breve non si crea quel rapporto con i personaggi e le storie che nasce invece con i romanzi, e assodato che questa è la ragione che relega questa forma ai margini del mercato, ho visto però nelle micronarrazioni una capacità di scrivere con il cuore e non solo con la testa, la potenzialità di rendere la scrittura ‘’illuminante’’.  Nel racconto La despedida di Flavia Company per esempio, ospite del numero zero, non nasce nessun legame con il protagonista della lettera ma usciamo dalla lettura con un insegnamento, con qualcosa di più prezioso della passione effimera per un personaggio. Anche se di un altro tenore, pure nel racconto Música para pastillas di Lalo Barrubia, ospite del numero due, la forma breve ci permette di avere un rapporto quasi esclusivo con le visioni distorte dei protagonisti, giovani di cui in fin dei conti non sappiamo niente alla fine della storia ma di cui conosciamo un momento, uno solo, decisivo nella loro formazione. La morte, nel primo caso, e la dissoluzione, nel secondo, pur restando eventi tragici si possono leggere come un disperato tentativo di comprendere, illuminare raccontando che cosa si vede guardando nel burrone. Premesso che, come lettore, voglio leggere solo cose di valore e che non mi importa che si scriva poco o tanto, credo che limitare il numero di parole costringa l’autore a fare quadrato, scavare all’interno della propria valigia e scoprire cosa ha imparato davvero. È per questo che nelle micronarrazioni, anche se solo per un attimo, l’autore ha la possibilità di dimenticare le proprie nevrosi e nel raccontare insegnare qualcosa agli altri. O forse, più banalmente, il limite delle settecentocinquanta parole è la barriera naturale perfetta che ci impedisce di scrivere e leggere un sacco di stronzate.

Il numero due di Grande Kalma è online

In questo numero:

Editoriale di Antonio Panico

Racconti di Clelia Attanasio, Paola Tellaroli e Morena Shirin Pedriali

Fotografie di Ferdinando Riccio

Ospite speciale: Lalo Barrubia

Per il numero due di Grande Kalma si ritorna a due ospiti, una scrittrice e un fotografo, e poi i tre racconti brevi delle autrici selezionate. Nell’editoriale presento gli invitati e dedico due parole ai racconti pubblicati, provando a spiegare come questi incrociano e arricchiscono la nostra ricerca. Mi auguro che il numero sia di vostro gradimento, anche per questa chiamata ho registrato una bella partecipazione e ricordo che è sempre possibile inviare un testo dopo aver consultato la sezione contatti del sito della rivista.

La rivista è consultabile scaricando il pdf:

Oppure sfogliandola su Issuu:

Grande Kalma Consiglia

Oggi, edito da Divergenze edizioni, esce Je suis Charlie di Eva Luna Mascolino, autrice pubblicata nel numero zero di Grande Kalma. Je suis Charlie narra delle vicissitudini di Jean-René Leroy, vignettista di Charlie Hebdo il quale, in fuga da Parigi, si inventa un blocco dello scrittore per poi esiliarsi in un borgo della Sicilia. Al ritorno non da notizie di sé fino a che apprende dell’attacco alla sede della rivista. La sua storia, tra invenzione e realtà, è stata ricostruita in questo racconto con cui l’autrice ha vinto il premio Campiello giovani del 2015.

Presentazione ospite

Per il terzo numero di Grande Kalma l’ospite viene di nuovo dall’America Latina, anche se a lei l’identificazione con un luogo ( e una disciplina creativa) sta un po’ stretta. Lalo Barrubia è poeta, performer e scrittrice. Uruguaiana, vive da diversi anni a Malmö, in Svezia. Il numero due della rivista, in uscita il primo aprile, sarà aperto da un suo racconto tradotto da me in italiano. Sono contento per la sua partecipazione, perché è un’autrice di talento, perché il legame tra Grande Kalma e la lingua spagnola si fa ancora più solido e perché ci regala – tra argot e visioni distorte – una storia intensissima. La Milieu edizioni pubblicherà a breve il suo romanzo Picchiami che mi piace, e noi siamo lieti di introdurre Lalo Barrubia alle lettrici e ai lettori italiani.

Autrici, Autori: Grande Kalma è alla ricerca di racconti per il numero tre che uscirà a giugno!

Scrittori, scrittrici. Il numero tre della rivista è in fase di costruzione, sarà l’ultimo numero prima della pausa estiva e sono ancora alla ricerca di due racconti. Avremo un’ospite di tutto rispetto per quest’uscita di Grande Kalma, ma ora è troppo presto per le anticipazioni. Attendo i racconti e ribadisco le regole. Testi tra le duecentocinquanta e le settecentocinquanta parole, da inviare in un file word corredato da una breve biografia personale scritta in terza persona. Ricordo di inserire sempre un indirizzo di posta elettronica nel file, in questo modo potrò inviare un riscontro sia in caso di esito positivo che negativo. Non c’è un tema o una tipologia di storia che preferisco, il modo migliore per farsi un’idea della direzione che stiamo seguendo è leggere i numeri già usciti. Alle sezioni Contatti e Numeri troverete ancora più dettagli.

E grazie per la fiducia, il primo aprile uscirà il numero due!