Micronarrazioni: opere di riferimento

Continua la selezione per il prossimo numero che, se tutto va bene, uscirà tra la fine di febbraio e i primi di marzo. Nel frattempo, ho pensato di stilare una piccola bibliografia per chiarire ancora meglio che cosa intendiamo per micronarrazioni. Come ogni consiglio di lettura, questa lista risente del mio gusto personale e delle mie scelte. Non è esaustiva e vuole essere solo un piccolo contributo per chi vuole cimentarsi con questa forma di scrittura. Nei libri che includo ci sono anche raccolte eterogenee in cui la narrazione breve segue diverse direttrici, racconti più lunghi e ‘’tradizionali’’ che si alternano, per esempio, alle micronarrazioni, storie composte da poche frasi o aforismi. L’ordine è casuale, sono libri che fanno sussultare tutti alla stessa maniera.

Lydia Davis (Northampton, Stati Uniti, 1947) Creature nel giardino e Inventario dei desideri, Bur Rizzoli.

Etgar Keret (Tel Aviv, Israele, 1967) All’improvviso bussano alla porta, Feltrinelli.

Julio Cortázar (Bruxelles, Belgio, 1914- Parigi, Francia, 1984) Storie di Cronopios e di Famas, Einaudi.

Mario Levrero (Montevideo, Uruguay, 1940-2004) La máquina de pensar en Gladys, credo non ancora tradotto in italiano.

Enrique Vila Matas (Barcellona, Spagna, 1948) Esploratori dell’abisso, Feltrinelli.

Augusto Monterroso (Tegucigalpa, Honduras, 1921- Città del Messico, Messico, 2003) Opere complete e altri racconti, Zanzibar.

Virgilio Piñera (Cardenas, Cuba, 1912- Havana, Cuba, 1979) Cuentos fríos /Racconti freddi, Il Foglio.

Ernest Hemingway (Oak Park, Stati Uniti, 1899- Ketchum, Stati Uniti, 1961) I quarantanove racconti, Einaudi.

Antonio Porchia (Conflenti, Italia, 1885- Buenos Aires, Argentina, 1968) Voci.

Flavia Company (Buenos Aires, Argentina, 1963) Trastornos literarios, mai tradotto in italiano.

Micronarrazioni: un ritorno.

La cultura del taoismo e dello zen offre a un individuo la possibilità di diventare l’origine inconsapevole di meravigliosi accidenti. Così scriveva Alan Watts nel suo libro La via dello Zen, e non posso non pensare a questa frase del filosofo inglese quando rifletto sulle micronarrazioni, su cosa mi piacerebbe leggere sulle pagine di Grande Kalma e cosa mi piacerebbe scrivere. C’è nella forma brevissima, secondo me, una riuscita che ha a che fare con il caso e l’improvvisazione. Va da sé, questi concetti non vanno confusi con l’impreparazione e il dilettantismo. Oltre a tutte le doti che si richiedono quando ci si misura con l’esercizio della scrittura, per scrivere un testo brevissimo è necessaria una buona dose di preparazione che potremmo definire spirituale in senso laico. Una sorta di predisposizione che ha più a che fare con la necessità di rispondere a una chiamata che alla legittima ambizione di fare qualcosa di bello e che faccia parlare di noi. Ovviamente sono tanti gli autori che hanno già provato a parlare con la tradizione orientale allo scopo di creare opere più genuine. Mi viene da pensare a Kerouac de I vagabondi del Dharma: Un giorno troverò le parole giuste, e saranno semplici. D’altronde la sua poetica nasceva dentro quell’onda Jazz che faceva dell’improvvisazione una colonna portante, una sfida che poi, a livello letterario, si estenderà al mondo intellettuale e libresco con la nascita e lo sviluppo della Beat generation. Nello scegliere le parole da non scrivere e le cose da omettere c’è, dopotutto, la necessità di andare a liberare qualcosa che c’è già, un racconto così urgente che è sempre stato lì e aspetta di essere trovato senza fretta. Chiaramente non esiste un algoritmo, la scrittura è un campo di possibilità che restano aperte fino a che non arriva qualcuno che mette un punto e, magari, crea un canone. Certo, per scrivere ci vorranno sempre doti intellettuali, fantasia, consapevolezza delle tecniche. Mi rendo conto che scrivere una storia senza la mente è come mangiare una zuppa con la forchetta. Però prima di metterci a lavorare a un testo possiamo fare un esercizio. Di solito la domanda che ci poniamo è: che cosa devo scrivere? Come posso arrivare al successo? E allora perché non domandarsi: che cosa è già scritto? Dov’è che ho fallito? Cosa merita di vedere veramente la luce? Scrivere come sinonimo di ritornare su cose già scritte, da noi o da altri. Forse la migliore micronarrazione si nasconde proprio lì, dentro qualcosa a cui dobbiamo ritornare. Un testo di cui non riconosciamo temperatura e voce, il ricordo di lambiccamenti e tormenti. Qualcosa dentro cui si può accidentalmente trovare l’essenza, il centro della ricchezza creativa.

A.P

La rivista cerca racconti per il numero sei!

Sono già arrivati dei racconti per il prossimo numero di Grande Kalma e non vedo l’ora che ne arrivino altri. Il numero sei dovrebbe uscire a febbraio e le regole da seguire per l’invio sono indicate nella sezione contatti. Come sempre, prima di inviare un testo, consiglio di leggere almeno qualche racconto pubblicato su Grande Kalma per capire la traiettoria della rivista. Io mi prendo qualche giorno di riposo ma voi, se volete, potete continuare a mandare testi e proposte.

Grazie mille e buone feste!

Antonio Panico.

Il numero cinque di Grande Kalma è online

Il colore del primo numero della seconda stagione è l’arancione, in copertina un ciliegio nipponico, quel Sakuru simbolo di caducità della vita e necessità di viverla. Veste grafica nuova e minimale che tende a valorizzare la qualità letteraria e il lavoro di coach, editing e traduzione fatto sui testi selezionati.

Racconti di Lisa Malagoli, Irene Díaz, Emmanuel Di Tommaso e Lida Poliero.

Come per la prima stagione, la rivista è consultabile scaricando il pdf:

Oppure sfogliandola su ISSUU:

Playlist consigliata per la lettura:

Inizia la seconda stagione della rivista!

Ricca nell’essenziale, piccola ma curatissima, italiana e cosmopolita, autoprodotta ma mai referenziale, gratuita ma cara, molto cara. Dopo dodici mesi d’attività, cinque numeri pubblicati e un altro in arrivo, un inserto speciale e tante compagne e compagni di viaggio, inizia il secondo anno di Grande Kalma con il numero cinque in uscita il cinque dicembre. Grazie a tutti quelli che hanno partecipato a questo numero proponendo un racconto. Anche se questa chiamata è chiusa sono sempre disposto a valutare testi per i numeri futuri, per inviare un racconto basta seguire le poche indicazioni che fornisco alla voce Contatti.

Scrittrici, scrittori! Grande Kalma è alla ricerca di racconti per il numero cinque della rivista.

Esopo di Diego Velázquez

Esopo di Diego Velázquez è un olio su tela conservato al museo del Prado di Madrid. Guardatelo negli occhi, meglio dal vivo, non vedete dentro tutte le favole del mondo? E voi ne avete? La rivista è alla ricerca di racconti brevi per il sesto numero, che sarà un numero speciale perché uscirà i primi di dicembre, in corrispondenza del primo compleanno di Grande Kalma. Alla voce Contatti troverete le poche regole da rispettare, indispensabili per ricevere un riscontro sia in caso di esito positivo che negativo: https://grandecalma.com/contact/

A tutti quelli che hanno già inviato un testo chiedo di attendere il mio riscontro via e-mail; inutile dire che per inviare una email è indispensabile aver messo il vostro indirizzo di posta elettronica nel file con il racconto. La call è rivolta anche a illustratrici e illustratori, fotografi e poeti visuali per quanto riguarda la copertina ed eventuali illustrazioni nel corpo della rivista. Per sottoporre del materiale bisogna inviare una email e allegare una prova del proprio lavoro, anche portfolio, e una biografia breve scritta in terza persona. I temi della rivista sono il cambiamento individuale e collettivo, la consapevolezza di sé, la creatività come azione, gesto di scelta. Alla voce contatti troverete ulteriori indicazioni: come per l’invio di racconti, le regole sono pochissime ma vanno pedissequamente rispettate.

Antonio Panico

Il numero quattro di Grande Kalma è online

Illustrazione di Cristina Basile

In questo numero

Editoriale di Antonio Panico

Racconti di Rodrigo Ciríaco, Gianmarco Parodi, Annalisa Maitilasso e Mattia Cecchini

Traduzione di Consuelo Peruzzo

Copertina di Cristina Basile

La rivista è consultabile scaricando il pdf:

Oppure sfogliandola su Issuu:

Presentazione ospite

Per il numero quattro di Grande Kalma, in uscita il cinque settembre, ritorna l’ospite dall’America Latina, lusofono questa volta, brasiliano ovviamente, e specificare la nazionalità nel caso di Rodrigo Ciríaco è fondamentale perché la sua scrittura affonda le radici nella sua terra, quella San Paolo in cui lavora come educatore e in cui, negli ultimi anni, ha contribuito a sviluppare progetti di lettura e diffusione letteraria che hanno coinvolto studenti delle scuole municipali. Quella di Rodrigo Ciríaco non è una letteratura che gira intorno al proprio ombelico e nel racconto che proporremo, in lingua originale e tradotto, potete assaporare una prosa cruda e viscerale, in cui il suono ammaliante della lingua non distrae dalla narrazione di matrice marcatamente realista. Grande Kalma è lieta di ospitare quest’autore e di tenere stretto il legame che abbiamo creato con le autrici e gli autori di un continente che non smette di sorprenderci mai, non solo con gli scrittori di punta che trovano l’approvazione di addetti ai lavori e pubblico, ma anche con nuovi talenti disposti a regalarci le perle che abbiamo letto finora.

Grande Kalma va in vacanza

La rivista si prende un meritato periodo di riposo, anche se il numero quattro è pronto si possono inviare proposte per i numeri successivi seguendo le indicazioni della pagina contatti; ovviamente i tempi di risposta saranno più lunghi del solito. I prossimi appuntamenti sono:

22 agosto 2021: presentazione dell’ospite internazionale del numero quattro.

5 settembre 2021: uscita del numero quattro di Grande Kalma in pdf da scaricare e magazine virtuale da sfogliare.

Il numero tre di Grande Kalma è online

In questo numero

Editoriale di Antonio Panico

Racconti di Antiniska Pozzi, Ilaria Salvatori, Valentina Scelsa e Virginia Benenati.

Frasi e poesie tratte dall’archivio di Batania (Neorabbioso)

Quattro racconti e poi le immagini tratte dall’archivio di Neorabbioso, ospite speciale per questo numero, che poi sono immagini tra virgolette, poesie che si vedono passeggiando per le strade o bazzicando la rete. Nell’editoriale ho scritto due parole su questo tipo di poesia e perché la trovo interessante e aggiornata, con un futuro. Per i racconti mi ispiro sempre a un criterio di gusto e qualità, provando a scegliere chi è capace non solo di scrivere ma anche di aggiungere qualcosa alla nostra ricerca, al senso di una narrativa che essendo micro acquisisce ancora più valore; spero che il mio editoriale invogli lettrici e lettori ad andare avanti.

La rivista è consultabile scaricando il pdf:

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