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Una ragazza di Donata Cucchi
Quello che ricordava di più era il sollievo. Non la vergogna del dopo, ma il sollievo del mentre. Il calore tra le cosce, mentre l’urina si spandeva nel bagno. Ripensava alla meraviglia di quella chiazza che, inesorabile, si allargava a terra. Solo successivamente si era resa conto che la porta del bagno era rimasta socchiusa e qualcuno avrebbe potuto vederla. Non si era neanche sfilata i jeans. L’aveva lasciata uscire così, dove si trovava, come si trovava. Era riuscita a quel punto a chiudere la porta prima che dal locale qualcuno potesse vederla. Per i vestiti però non c’era stato…
