La selezione per il numero quattro è chiusa ma siamo ancora alla ricerca di un artista per la copertina e l’illustrazione finale!

La selezione di racconti per il numero quattro della rivista è chiusa, chi non ha ancora ricevuto un riscontro deve attenderlo per i prossimi giorni. Sono stati presi in considerazione tutti i testi inviati entro oggi, resta aperto l’invito per illustratrici e illustratori, ma anche fotografi, poeti visuali. Per sottoporre del materiale bisogna inviare una email a panicocopywriter@gmail.com e allegare una prova del proprio lavoro, anche portfolio, e una biografia breve scritta in terza persona. I temi della rivista sono il cambiamento individuale e collettivo, la consapevolezza di sé, la creatività come azione, gesto di scelta. Per maggiori dettagli consiglio sempre di dare uno sguardo ai primi tre numeri per capire l’orientamento di Grande Kalma. Per ulteriori informazioni sulle modalità di partecipazione fate riferimento alla sezione contatti del blog: https://grandecalma.com/contact/

Ringrazio tutte e tutti per la partecipazione, anche questa volta il livello è stato alto. Trovo sempre stimolante e fecondo lo scambio che si crea prima della creazione di un numero; forse è la parte più bella di questo percorso.

Autrici, Autori: Grande Kalma è alla ricerca di racconti per il numero tre che uscirà a giugno!

Scrittori, scrittrici. Il numero tre della rivista è in fase di costruzione, sarà l’ultimo numero prima della pausa estiva e sono ancora alla ricerca di due racconti. Avremo un’ospite di tutto rispetto per quest’uscita di Grande Kalma, ma ora è troppo presto per le anticipazioni. Attendo i racconti e ribadisco le regole. Testi tra le duecentocinquanta e le settecentocinquanta parole, da inviare in un file word corredato da una breve biografia personale scritta in terza persona. Ricordo di inserire sempre un indirizzo di posta elettronica nel file, in questo modo potrò inviare un riscontro sia in caso di esito positivo che negativo. Non c’è un tema o una tipologia di storia che preferisco, il modo migliore per farsi un’idea della direzione che stiamo seguendo è leggere i numeri già usciti. Alle sezioni Contatti e Numeri troverete ancora più dettagli.

E grazie per la fiducia, il primo aprile uscirà il numero due!

Grande Kalma cerca piccoli racconti

Per i numeri successivi della rivista, cerco racconto brevi, anzi brevissimi, tra le duecentocinquanta e le settecentocinquanta parole. Potete trovare tutte le regole di invio alla voce contatti; sono poche e semplici ma devono essere pedissequamente rispettate. A tutti gli interessati suggerisco di scaricare o sfogliare il numero zero della rivista, e di leggere i contenuti del blog per avere un’idea più precisa della traiettoria che stiamo seguendo. Grande Kalma è una rivista indipendente diretta da una persona sola, e se uso la prima persona plurale è perché con il primo numero c’è già un embrione di comunità, fatta di persone che leggono e scrivono, si confrontano e crescono insieme. Vorrei che oltre alla legittima aspirazione ad affermarsi ed essere pubblicati, ci sia nelle autrici e negli autori anche curiosità rispetto al progetto, ricerca di affinità e voglia di mettersi in gioco: tutte caratteristiche che ho riscontrato nella prima chiamata. Il numero uno uscirà a febbraio, mentre il due vorrei che uscisse nel periodo di Pasqua; a tutti quelli che manderanno un contributo sarà inviato un riscontro, sia in caso di esito positivo che negativo. Faremo tutto con gioia (e grande calma).

https://grandecalma.wordpress.com/contact/

Micronarrazioni: dal frammento all’unità

Il limite delle settecentocinquanta parole che ho imposto nella prima call di Grande Kalma, mi spinge a fare un’ulteriore riflessione per tutte le persone che stanno pensando di partecipare inviando un loro elaborato.

Credo che muoversi in un perimetro così ristretto possa significare avere più libertà. Provo a spiegarmi meglio. È vero che in una paginetta non riuscirete mai a scrivere un racconto alla Roberto Bolaño, giusto per citare uno che faceva mille cerchi intorno al centro, però, quando una narrazione diventa così breve, credo si apra tutto un ventaglio di possibilità che bisogna saper cogliere. Una micronarrazione, o racconto piccolo mi verrebbe da dire, è una forma rara ma che può attraversare generi e autori, fino a trovare ospitalità nelle più svariate opere di creazione letteraria. Passiamo a degli esempi concreti e restiamo nella letteratura italiana. Libri come Biglietti agli amici di Pier Vittorio Tondelli oppure Piccolo Karma di Carlo Coccioli, sono esempi di costellazioni di micronarrazioni, frammenti che, supportati da un espediente letterario, rivelano l’uno e il tutto. È ovvio, ogni frammento di queste opere va collocato nel disegno più grande dell’autore, ma quando sfogliamo le pagine e ne scegliamo una a caso, leggendo abbiamo la sensazione che tutto quello che cercavamo si trovi lì, nello spazio emozionale che si genera fra poche righe.

Provando ad adottare una concezione ancora più estensiva, le micronarrazioni popolano spesso i memoir, i libri di cronache giornalistiche o di viaggio, gli zibaldoni, tanti romanzi scritti da autrici e autori che vengono dai più diversi linguaggi. Con ciò non voglio dire che questo genere di libri siano una mera somma algebrica di piccoli racconti, ma dare solo una traccia alle autrici e agli autori perché spesso, per scrivere un racconto molto breve, ci vuole un pizzico di coraggio e poi l’astuzia che è diversa dalla furbata (Racconto lungo – sette righe + sorpresa finale= short story). Insomma, quello del poco spazio è un ostacolo solo apparente. Tra le duecentocinquanta e le settecentocinquanta parole può accadere di tutto: si può scrivere un buon racconto seguendo il canone e si può fare la stessa cosa stravolgendolo. Ci vuole creatività, intelligenza e, soprattutto, Grande Kalma.

Piccoli racconti Grandi rivelazioni

Sono già arrivati diversi racconti, non appena avremo raggiunto un numero ragionevole incomincerò la valutazione; gli autori e le autrici dovrebbero aver ricevuto l’e-mail di avvenuta ricezione. Mi piacerebbe che il primo numero uscisse entro l’inizio del 2021 ma questo dipende da vari fattori, faremo tutto con grande calma.

A questo link troverete le poche regole da seguire per partecipare alla call: https://grandecalma.wordpress.com/contact/

Mi rendo conto che scrivere un racconto così breve è semplice come giocare a ping pong sotto un tavolo, ma credo che valga la pena provare, misurarsi con questo esercizio di talento e precisione.

Per il numero zero di Grande Kalma avremo due ospiti internazionali. Si tratta di due donne, una è una bravissima giornalista e scrittrice con una traiettoria letteraria vasta e difficile da classificare. Insegnante di scrittura creativa, traduttrice e collaboratrice del quotidiano spagnolo La Vanguardia. Un’altra è una viaggiatrice instancabile, tatuatrice visionaria, che si prenderà cura delle illustrazioni per il primo numero. Non vorrei esagerare ma questa rischia di essere la rivista più cool degli anni venti del ventunesimo secolo.

Con grande calma (e ironia),

Antonio.

Grande Kalma cerca Piccoli racconti

Mi piace pensare che le lettrici e i lettori, durante la lettura del primo numero di Grande Kalma, sorridano come la scultura di Juan Muñoz, di un sorriso dai tratti orientali, alienante, distaccato, dissacrante, silenzioso.

Per il primo numero della rivista Grande Kalma, sono alla ricerca di micro racconti a tema libero. Per avere dettagli sulle regole di invio basta cliccare sulla sezione Contatti, qui mi basta dire che i lavori devono essere tra le duecentocinquanta e le settecentocinquanta parole e che il file dev’essere corredato di una piccola biografia personale.

https://grandecalma.wordpress.com/contact/

Sia subito chiaro, la ricerca della brevità non vuole significare piegarsi alle logiche di un mondo che non ha più tempo per leggere, né tanto meno alla lingua fredda e chirurgica che caratterizza tante narrazioni contemporanee. Al contrario, brevità significa eliminazione del superfluo e ricchezza creativa ma anche profondità spirituale; le abilità per scrivere una storia così piccola sono merce rara e richiedono un giusto equilibrio tra dominio della tecnica e consapevolezza interiore. Forse non serve la fibra per scrivere Alla ricerca del tempo perduto o 2666, libri che adoro, ma qualcosa che si avvicini a un’illuminazione, un momento di verità, l’attimo in cui troviamo la giusta misura tra noi e le parole, noi stessi e il mondo, l’interno e l’esterno.

Aspetto i racconti, con Grande Kalma.

Antonio.