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Rosa da Purificação di Pierfrancesco Trocchi
Là dentro non si respirava più. Dopo qualche ora, avevo imparato a connotare le oblique fragranze dell’aria putrescente e persino cominciato a divertirmici: per molti secondi tappavo alternativamente l’una e l’altra narice, suggendone una timida ebbrezza. Presto lui sarebbe passato a un fiato da me, avrebbe esitato di fronte alla fetida parete per poi lasciarmi solo al mio buio. Chi mai si sarebbe nascosto nella cassa toracica di un capodoglio in decomposizione? Era Moby Dick, ma io lì dentro c’ero per davvero e chissà come stava tramontando là fuori, sopra al sordo sciabordio di cento panni stesi al libeccio, il…
