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Consigli su come scrivere un racconto e ottenere un bicchiere d’acqua in Giappone
Ho scritto l’ultimo articolo di questo tipo tre anni fa e, nel frattempo, ne è passata di acqua sotto i ponti. Ritengo di nuovo opportuno farlo perché mi rendo conto di due cose. La prima: la stragrande maggioranza di chi ci invia un testo non ne ha letti altri pubblicati sulla rivista e per questo problema non vedo nessuna soluzione. La seconda: c’è un equivoco, secondo me, su cosa sia un racconto breve della forma richiesta da Grande Kalma e cioè tra le duecentocinquanta e le settecentocinquanta parole. Su questo, invece, mi sento di poter e voler dire qualcosa. È…

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J-card: intervista di approfondimento con Laura Scaramozzino
A.P: Con il ritmo incalzante che contraddistingue la tua scrittura, trascini il lettore nella vita di Adele e il suo desiderio materno che la porterà ad ‘’adottare’’ un bambino beneficiario della J-card. Non mi sembra un caso che il libro cominci proprio dal letto della protagonista, la tua novella sembra svilupparsi dagli spazi più intimi e inviolabili, la casa e ovviamente il corpo, che sono pure il terreno in cui si genera il ‘’perturbante’’ nella tua narrazione. È da queste angolature che, secondo me, preferisci raccontare le ossessioni e i drammi dei protagonisti; raccontaci qualcosa in merito, perché penso sia…
