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Micronarrazioni: un ritorno.
La cultura del taoismo e dello zen offre a un individuo la possibilità di diventare l’origine inconsapevole di meravigliosi accidenti. Così scriveva Alan Watts nel suo libro La via dello Zen, e non posso non pensare a questa frase del filosofo inglese quando rifletto sulle micronarrazioni, su cosa mi piacerebbe leggere sulle pagine di Grande Kalma e cosa mi piacerebbe scrivere. C’è nella forma brevissima, secondo me, una riuscita che ha a che fare con il caso e l’improvvisazione. Va da sé, questi concetti non vanno confusi con l’impreparazione e il dilettantismo. Oltre a tutte le doti che si richiedono…

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Micronarrazioni: l’arte di non scrivere e di farlo con il cuore.
In questi mesi, all’incirca sei dalla nascita della rivista, mi sono domandato spesso le ragioni che mi hanno portato ad indagare questa forma di scrittura, creando non pochi equivoci con autrici e autori, per non parlare del fatto che scrivere un buon racconto tra le duecentocinquanta e le settecentocinquanta parole non è affatto semplice, ammesso che ci sia qualcosa di semplice in questo esercizio. Mi sono persuaso che questa mia curiosità sia dovuta all’idiosincrasia che ho nei confronti di una concezione cervellotica e ‘’ impegnata ‘’ della letteratura, e che è nelle forme di narrazione più brevi che si annida…
