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Antologia degli affetti di Chiara Gottardo
La parte della camera dei miei genitori che più amavo era il vano sotto il letto che, sebbene stretto ai lati, una volta scivolati dentro era abbastanza spazioso da riuscire a sedersi a gambe incrociate. Alle volte mi portavo dei libri e leggevo lì sotto, finché son riuscita ad entrarci. Recentemente, ho provato a strisciare sotto il lettone, che è ancora lo stesso nella casa nuova, non riuscendo come prevedibile a far passare più di mezzo busto. Guardando di sguincio sotto il letto, la guancia schiacciata sul parquet, mi è sembrato per un momento di rivedere i piedi di mio…

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Che cosa mangiamo per cena? di Alessandra Cella
Ero arrivato a casa dopo una giornata di lavoro, come tutte le sere. Incurvato sul sedile dell’auto, rivolgevo lo sguardo alla finestra del mio appartamento. Il vialetto in pietra che costeggiava le case era avvolto da una nebbia lattescente; solo la luce del lampione la tagliava lasciando intravedere un bagliore. Suonai il campanello, avevo dimenticato le chiavi e lei era sempre in casa. Non usciva più da quando era morta. Teneva il naso appiccicato alla finestra per vedermi arrivare poi, staccandosi l’impronta del suo fiato caldo sul vetro, si ritraeva come un sogno. Non faceva che aspettarmi così tutti i…
