Micronarrazioni: l’arte di non scrivere e di farlo con il cuore.

In questi mesi, all’incirca sei dalla nascita della rivista, mi sono domandato spesso le ragioni che mi hanno portato ad indagare questa forma di scrittura, creando non pochi equivoci con autrici e autori, per non parlare del fatto che scrivere un buon racconto tra le duecentocinquanta e le settecentocinquanta parole non è affatto semplice, ammesso che ci sia qualcosa di semplice in questo esercizio. Mi sono persuaso che questa mia curiosità sia dovuta all’idiosincrasia che ho nei confronti di una concezione cervellotica e ‘’ impegnata ‘’ della letteratura, e che è nelle forme di narrazione più brevi che si annida un genio che più facilmente si coniuga con la leggerezza, virtù poco praticata nel mondo delle riviste letterarie e spesso vista con sospetto dai letterati di ogni livello. Rivisitando i primi tre numeri della rivista, vedo che i racconti che più mi hanno convinto sono quelli in cui le autrici riescono a scegliere bene innanzitutto cosa non si deve scrivere, un’arte di scartare che invece di togliere aggiunge e lascia ai lettori la possibilità di immaginare, partecipare attivamente alla lettura e, in qualche modo, continuare a scrivere. Se è vero che con la narrativa breve non si crea quel rapporto con i personaggi e le storie che nasce invece con i romanzi, e assodato che questa è la ragione che relega questa forma ai margini del mercato, ho visto però nelle micronarrazioni una capacità di scrivere con il cuore e non solo con la testa, la potenzialità di rendere la scrittura ‘’illuminante’’.  Nel racconto La despedida di Flavia Company per esempio, ospite del numero zero, non nasce nessun legame con il protagonista della lettera ma usciamo dalla lettura con un insegnamento, con qualcosa di più prezioso della passione effimera per un personaggio. Anche se di un altro tenore, pure nel racconto Música para pastillas di Lalo Barrubia, ospite del numero due, la forma breve ci permette di avere un rapporto quasi esclusivo con le visioni distorte dei protagonisti, giovani di cui in fin dei conti non sappiamo niente alla fine della storia ma di cui conosciamo un momento, uno solo, decisivo nella loro formazione. La morte, nel primo caso, e la dissoluzione, nel secondo, pur restando eventi tragici si possono leggere come un disperato tentativo di comprendere, illuminare raccontando che cosa si vede guardando nel burrone. Premesso che, come lettore, voglio leggere solo cose di valore e che non mi importa che si scriva poco o tanto, credo che limitare il numero di parole costringa l’autore a fare quadrato, scavare all’interno della propria valigia e scoprire cosa ha imparato davvero. È per questo che nelle micronarrazioni, anche se solo per un attimo, l’autore ha la possibilità di dimenticare le proprie nevrosi e nel raccontare insegnare qualcosa agli altri. O forse, più banalmente, il limite delle settecentocinquanta parole è la barriera naturale perfetta che ci impedisce di scrivere e leggere un sacco di stronzate.

Il numero due di Grande Kalma è online

In questo numero:

Editoriale di Antonio Panico

Racconti di Clelia Attanasio, Paola Tellaroli e Morena Shirin Pedriali

Fotografie di Ferdinando Riccio

Ospite speciale: Lalo Barrubia

Per il numero due di Grande Kalma si ritorna a due ospiti, una scrittrice e un fotografo, e poi i tre racconti brevi delle autrici selezionate. Nell’editoriale presento gli invitati e dedico due parole ai racconti pubblicati, provando a spiegare come questi incrociano e arricchiscono la nostra ricerca. Mi auguro che il numero sia di vostro gradimento, anche per questa chiamata ho registrato una bella partecipazione e ricordo che è sempre possibile inviare un testo dopo aver consultato la sezione contatti del sito della rivista.

La rivista è consultabile scaricando il pdf:

Oppure sfogliandola su Issuu:

Grande Kalma Consiglia

Oggi, edito da Divergenze edizioni, esce Je suis Charlie di Eva Luna Mascolino, autrice pubblicata nel numero zero di Grande Kalma. Je suis Charlie narra delle vicissitudini di Jean-René Leroy, vignettista di Charlie Hebdo il quale, in fuga da Parigi, si inventa un blocco dello scrittore per poi esiliarsi in un borgo della Sicilia. Al ritorno non da notizie di sé fino a che apprende dell’attacco alla sede della rivista. La sua storia, tra invenzione e realtà, è stata ricostruita in questo racconto con cui l’autrice ha vinto il premio Campiello giovani del 2015.

Presentazione ospite

Per il terzo numero di Grande Kalma l’ospite viene di nuovo dall’America Latina, anche se a lei l’identificazione con un luogo ( e una disciplina creativa) sta un po’ stretta. Lalo Barrubia è poeta, performer e scrittrice. Uruguaiana, vive da diversi anni a Malmö, in Svezia. Il numero due della rivista, in uscita il primo aprile, sarà aperto da un suo racconto tradotto da me in italiano. Sono contento per la sua partecipazione, perché è un’autrice di talento, perché il legame tra Grande Kalma e la lingua spagnola si fa ancora più solido e perché ci regala – tra argot e visioni distorte – una storia intensissima. La Milieu edizioni pubblicherà a breve il suo romanzo Picchiami che mi piace, e noi siamo lieti di introdurre Lalo Barrubia alle lettrici e ai lettori italiani.

Autrici, Autori: Grande Kalma è alla ricerca di racconti per il numero tre che uscirà a giugno!

Scrittori, scrittrici. Il numero tre della rivista è in fase di costruzione, sarà l’ultimo numero prima della pausa estiva e sono ancora alla ricerca di due racconti. Avremo un’ospite di tutto rispetto per quest’uscita di Grande Kalma, ma ora è troppo presto per le anticipazioni. Attendo i racconti e ribadisco le regole. Testi tra le duecentocinquanta e le settecentocinquanta parole, da inviare in un file word corredato da una breve biografia personale scritta in terza persona. Ricordo di inserire sempre un indirizzo di posta elettronica nel file, in questo modo potrò inviare un riscontro sia in caso di esito positivo che negativo. Non c’è un tema o una tipologia di storia che preferisco, il modo migliore per farsi un’idea della direzione che stiamo seguendo è leggere i numeri già usciti. Alle sezioni Contatti e Numeri troverete ancora più dettagli.

E grazie per la fiducia, il primo aprile uscirà il numero due!

Il numero uno di Grande Kalma è online

In questo numero

Editoriale di Antonio Panico

Racconti di Dominique Campete, Niccolò Amelii, Devis Bergantin e Luca Murano.

Poesie visuali e cartoline di Guillermo Deisler ( ospite speciale del numero)

Racconti eterogenei per il secondo numero della rivista. Si va da un racconto il cui protagonista è un bambino al genere fantastico, passando per il metanarrativo e la lettera intima; tema già ricorrente nelle micronarrazioni di Grande Kalma. La parte delle immagini è affidata alle poesie visive e le cartoline di Guillermo Deisler (1940-1995), saldando così la nostra ricerca letteraria alle spinte più audaci dell’arte contemporanea. Per il numero uno della rivista mi sono lasciato ispirare, ancora una volta, da un puro criterio di qualità letteraria e dalla voglia di creare una comunità di autrici e autori, lettrici e lettori. Nell’editoriale spiego le mie scelte e pongo delle domande a partire dalla riflessione che genera l’opera dell’ospite speciale.

La rivista è consultabile scaricando il pdf:

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Una prima traccia del secondo numero della rivista!

Conoscete Joan Brossa? Avete dimestichezza con il concetto di una poesia che si vede (e si legge) ? Ma soprattutto, che cosa c’entra con Grande Kalma? Lo scoprirete il primo febbraio, sfogliando le pagine del numero uno della rivista che, oltre a quattro racconti inediti, ospiterà le opere di un distaccato poeta visuale, ancora una volta con una traiettoria cosmopolita e intergenerazionale. Sarà un azzardo accostare l’arte contemporanea ai racconti brevi? Staremo a vedere, ognuno giudicherà con i suoi occhi e la sua testa. Io credo credo che sia un pericolo allontanare la letteratura da tutto il resto, che sia la vita (quella vera) o altre discipline creative. Che cos’è in fin dei conti una rivista indipendente? Una casa che ospita creazioni letterarie, dico io, partorite da menti sopraffine e scappati di casa, donne e uomini che, nella loro diversità, si uniscono in una ricerca.

Kalm down – supplemento di Grande Kalma – è online

Per la prima uscita di Kalm Down, nel Natale di un anno così difficile e surreale, abbiamo scelto di omaggiare Enrique Vila Matas, uno scrittore che amiamo nel profondo e di cui non riusciamo a stancarci mai. Per il primo numero del supplemento avremo interventi di Giovanni Dozzini, Emmanuel Di Tommaso e Antonio Panico. Ognuno degli autori coinvolti ha raccontato la storia della sua passione per lo scrittore catalano ponendo l’accento su di un libro in particolare, con la voglia di condividere ma anche di affermare la sana gelosia che ci lega a un’opera che leggendola diventa nostra.

Intelligente, ecosostenibile ed economico: il supplemento è consultabile scaricando il pdf:

Tanti auguri di buon Natale alle lettrici e ai lettori di Grande Kalma!

Grande Kalma cerca piccoli racconti

Per i numeri successivi della rivista, cerco racconto brevi, anzi brevissimi, tra le duecentocinquanta e le settecentocinquanta parole. Potete trovare tutte le regole di invio alla voce contatti; sono poche e semplici ma devono essere pedissequamente rispettate. A tutti gli interessati suggerisco di scaricare o sfogliare il numero zero della rivista, e di leggere i contenuti del blog per avere un’idea più precisa della traiettoria che stiamo seguendo. Grande Kalma è una rivista indipendente diretta da una persona sola, e se uso la prima persona plurale è perché con il primo numero c’è già un embrione di comunità, fatta di persone che leggono e scrivono, si confrontano e crescono insieme. Vorrei che oltre alla legittima aspirazione ad affermarsi ed essere pubblicati, ci sia nelle autrici e negli autori anche curiosità rispetto al progetto, ricerca di affinità e voglia di mettersi in gioco: tutte caratteristiche che ho riscontrato nella prima chiamata. Il numero uno uscirà a febbraio, mentre il due vorrei che uscisse nel periodo di Pasqua; a tutti quelli che manderanno un contributo sarà inviato un riscontro, sia in caso di esito positivo che negativo. Faremo tutto con gioia (e grande calma).

https://grandecalma.wordpress.com/contact/

Il Numero Zero di Grande Kalma è online

In questo numero

Editoriale di Antonio Panico

Racconti di Eva Luna Mascolino, Daniele Israelachvili e Giuseppe Fabrizio Ernesto Coco

Illustrazioni di Melody Moon Lepore

Ospite speciale: Flavia Company

C’è tanta carne e tanto spirito in questo primo numero. C’è l’America e la Russia, in mezzo la Sicilia con il suo blues mediterraneo. L’amore e la morte. La denuncia e l’accettazione. Per il numero zero mi sono lasciato ispirare da un puro criterio di qualità letteraria e dalla voglia di creare una comunità di autrici e autori prima e lettrici e lettori poi, aggregati intorno alla passione per la letteratura e incuriositi dalle possibilità che apre la forma breve, anzi brevissima. Nell’editoriale spiego le ragioni che mi hanno portato a scegliere i racconti, come questi ci aiutino a delineare una prima traiettoria creativa, cosa che ho ritenuto indispensabile per il numero zero della rivista.

La rivista è consultabile scaricando il pdf:

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