Il numero uno di Grande Kalma è online

In questo numero

Editoriale di Antonio Panico

Racconti di Dominique Campete, Niccolò Amelii, Devis Bergantin e Luca Murano.

Poesie visuali e cartoline di Guillermo Deisler ( ospite speciale del numero)

Racconti eterogenei per il secondo numero della rivista. Si va da un racconto il cui protagonista è un bambino al genere fantastico, passando per il metanarrativo e la lettera intima; tema già ricorrente nelle micronarrazioni di Grande Kalma. La parte delle immagini è affidata alle poesie visive e le cartoline di Guillermo Deisler (1940-1995), saldando così la nostra ricerca letteraria alle spinte più audaci dell’arte contemporanea. Per il numero uno della rivista mi sono lasciato ispirare, ancora una volta, da un puro criterio di qualità letteraria e dalla voglia di creare una comunità di autrici e autori, lettrici e lettori. Nell’editoriale spiego le mie scelte e pongo delle domande a partire dalla riflessione che genera l’opera dell’ospite speciale.

La rivista è consultabile scaricando il pdf:

Oppure sfogliandola su Issuu:

Una prima traccia del secondo numero della rivista!

Conoscete Joan Brossa? Avete dimestichezza con il concetto di una poesia che si vede (e si legge) ? Ma soprattutto, che cosa c’entra con Grande Kalma? Lo scoprirete il primo febbraio, sfogliando le pagine del numero uno della rivista che, oltre a quattro racconti inediti, ospiterà le opere di un distaccato poeta visuale, ancora una volta con una traiettoria cosmopolita e intergenerazionale. Sarà un azzardo accostare l’arte contemporanea ai racconti brevi? Staremo a vedere, ognuno giudicherà con i suoi occhi e la sua testa. Io credo credo che sia un pericolo allontanare la letteratura da tutto il resto, che sia la vita (quella vera) o altre discipline creative. Che cos’è in fin dei conti una rivista indipendente? Una casa che ospita creazioni letterarie, dico io, partorite da menti sopraffine e scappati di casa, donne e uomini che, nella loro diversità, si uniscono in una ricerca.

Kalm down – supplemento di Grande Kalma – è online

Per la prima uscita di Kalm Down, nel Natale di un anno così difficile e surreale, abbiamo scelto di omaggiare Enrique Vila Matas, uno scrittore che amiamo nel profondo e di cui non riusciamo a stancarci mai. Per il primo numero del supplemento avremo interventi di Giovanni Dozzini, Emmanuel Di Tommaso e Antonio Panico. Ognuno degli autori coinvolti ha raccontato la storia della sua passione per lo scrittore catalano ponendo l’accento su di un libro in particolare, con la voglia di condividere ma anche di affermare la sana gelosia che ci lega a un’opera che leggendola diventa nostra.

Intelligente, ecosostenibile ed economico: il supplemento è consultabile scaricando il pdf:

Tanti auguri di buon Natale alle lettrici e ai lettori di Grande Kalma!

Grande Kalma cerca piccoli racconti

Per i numeri successivi della rivista, cerco racconto brevi, anzi brevissimi, tra le duecentocinquanta e le settecentocinquanta parole. Potete trovare tutte le regole di invio alla voce contatti; sono poche e semplici ma devono essere pedissequamente rispettate. A tutti gli interessati suggerisco di scaricare o sfogliare il numero zero della rivista, e di leggere i contenuti del blog per avere un’idea più precisa della traiettoria che stiamo seguendo. Grande Kalma è una rivista indipendente diretta da una persona sola, e se uso la prima persona plurale è perché con il primo numero c’è già un embrione di comunità, fatta di persone che leggono e scrivono, si confrontano e crescono insieme. Vorrei che oltre alla legittima aspirazione ad affermarsi ed essere pubblicati, ci sia nelle autrici e negli autori anche curiosità rispetto al progetto, ricerca di affinità e voglia di mettersi in gioco: tutte caratteristiche che ho riscontrato nella prima chiamata. Il numero uno uscirà a febbraio, mentre il due vorrei che uscisse nel periodo di Pasqua; a tutti quelli che manderanno un contributo sarà inviato un riscontro, sia in caso di esito positivo che negativo. Faremo tutto con gioia (e grande calma).

https://grandecalma.wordpress.com/contact/

Il Numero Zero di Grande Kalma è online

In questo numero

Editoriale di Antonio Panico

Racconti di Eva Luna Mascolino, Daniele Israelachvili e Giuseppe Fabrizio Ernesto Coco

Illustrazioni di Melody Moon Lepore

Ospite speciale: Flavia Company

C’è tanta carne e tanto spirito in questo primo numero. C’è l’America e la Russia, in mezzo la Sicilia con il suo blues mediterraneo. L’amore e la morte. La denuncia e l’accettazione. Per il numero zero mi sono lasciato ispirare da un puro criterio di qualità letteraria e dalla voglia di creare una comunità di autrici e autori prima e lettrici e lettori poi, aggregati intorno alla passione per la letteratura e incuriositi dalle possibilità che apre la forma breve, anzi brevissima. Nell’editoriale spiego le ragioni che mi hanno portato a scegliere i racconti, come questi ci aiutino a delineare una prima traiettoria creativa, cosa che ho ritenuto indispensabile per il numero zero della rivista.

La rivista è consultabile scaricando il pdf:

Oppure sfogliandola su Issuu:

Presentazione ospite

Il numero zero di Grande Kalma si aprirà con un testo della scrittrice argentina Flavia Company. Autrice poliedrica e prolifica, scrive indistintamente in catalano e in castigliano, e affascina per essere una scrittrice luminosa e aperta. Il testo che proporrò fa parte del suo libro Trastornos Literarios, disturbi letterari, che può essere considerato una grande fonte d’ispirazione per una rivista che vuole indagare il territorio della micronarrazione. Scrittrice, traduttrice, ha insegnato presso il master di creazione letteraria della Pompeu Fabra, una delle università più prestigiose di Barcellona, e collabora con La Vanguardia, uno dei quotidiani più letti in Spagna. A Flavia Company dedicherò altre parole nell’editoriale, sono felicissimo che abbia accettato l’invito, sia per il legame che ho con la letteratura di lingua spagnola, sia per la forza che una figura come la sua ispira.

Si è chiusa la selezione per il numero zero di Grande Kalma

Si è chiusa la selezione per il numero zero di Grande Kalma, potete comunque continuare a inviare i racconti per il numero uno della rivista che vorrei uscisse entro Pasqua 2021: valgono le stesse regole, consultabili alla voce Contatti del blog. Il numero zero della rivista uscirà il primo dicembre, sarà scaricabile gratuitamente in pdf e sfogliabile su Issuu. A tutte le autrici e a tutti gli autori che hanno inviato un testo sono state mandate due e-mail, la prima che conferma la ricezione e la seconda con un riscontro, positivo o negativo. Se non hai ricevuto la seconda e-mail significa che non sono state rispettate le pochissime regole di invio, cosa che mi impedisce di formulare un giudizio e dare un riscontro. Ringrazio di cuore per la fiducia e l’interesse che avete mostrato. Tutti gli elaborati inviati dal 23 novembre rientrano automaticamente nella chiamata per il secondo numero, questo significa che i tempi di attesa per la conferma e il riscontro potrebbero essere più lunghi. Nel file con racconto e biografia dev’essere inserito anche un indirizzo di posta elettronica per agevolare il rintracciamento dell’autore o dell’autrice, sia in caso di esito positivo che negativo. Anche per il numero uno sto provando ad avere un ospite di respiro internazionale che ci aiuti ad indagare il fascinoso territorio della micronarrazione.

La gnagnera di fondare e dirigere una rivista letteraria

La cosa che più mi preme all’inizio di questo viaggio è creare un rapporto di fiducia con le autrici e gli autori che stanno decidendo di inviarmi il materiale. Grande Kalma è una rivista indipendente e diretta da una sola persona, allora credo sia opportuno raccontare, brevemente, il percorso che mi ha portato a prendere questa decisione.

Mi chiamo Antonio Panico, immagino che associare il mio cognome a una rivista che si chiama Grande Kalma possa far ridere. Sono nato nel 1986, in provincia di Napoli, e sono una grande appassionato di letteratura. Ho studiato all’Orientale dove mi sono laureato in Scienze Politiche e ho vissuto nove anni all’estero barcamenandomi tra città, lavori e lingue diverse. Ho avuto riconoscimenti presso alcuni premi letterari a cui ho partecipato con miei romanzi inediti, nel corso del 2020 miei racconti brevi sono stati pubblicati su Bomarscé (n 1) Carie (n 10) Il Rifugio dell’ircocervo (n 4) Irrequieto (n 60) e Risme (n 6).

Leggo molto, forse troppo, e lo faccio in tutte le lingue che conosco. Romanzi e racconti su tutto, ma anche libri di poesie, riviste, quotidiani, ogni tanto saggi. Da oltre due anni curo il blog Settepazzi, un sito in cui racconto la letteratura latino-americana attraverso recensioni di libri, articoli di approfondimento e traduzione di poesie che fanno parte di tradizioni poco conosciute. Credo che la letteratura sia qualcosa di sacro e allo stesso tempo effimero. Io, per esempio, potrei aver scritto questo pezzo solo per il gusto di usare il sostantivo gnagnera.

Micronarrazioni: dal frammento all’unità

Il limite delle settecentocinquanta parole che ho imposto nella prima call di Grande Kalma, mi spinge a fare un’ulteriore riflessione per tutte le persone che stanno pensando di partecipare inviando un loro elaborato.

Credo che muoversi in un perimetro così ristretto possa significare avere più libertà. Provo a spiegarmi meglio. È vero che in una paginetta non riuscirete mai a scrivere un racconto alla Roberto Bolaño, giusto per citare uno che faceva mille cerchi intorno al centro, però, quando una narrazione diventa così breve, credo si apra tutto un ventaglio di possibilità che bisogna saper cogliere. Una micronarrazione, o racconto piccolo mi verrebbe da dire, è una forma rara ma che può attraversare generi e autori, fino a trovare ospitalità nelle più svariate opere di creazione letteraria. Passiamo a degli esempi concreti e restiamo nella letteratura italiana. Libri come Biglietti agli amici di Pier Vittorio Tondelli oppure Piccolo Karma di Carlo Coccioli, sono esempi di costellazioni di micronarrazioni, frammenti che, supportati da un espediente letterario, rivelano l’uno e il tutto. È ovvio, ogni frammento di queste opere va collocato nel disegno più grande dell’autore, ma quando sfogliamo le pagine e ne scegliamo una a caso, leggendo abbiamo la sensazione che tutto quello che cercavamo si trovi lì, nello spazio emozionale che si genera fra poche righe.

Provando ad adottare una concezione ancora più estensiva, le micronarrazioni popolano spesso i memoir, i libri di cronache giornalistiche o di viaggio, gli zibaldoni, tanti romanzi scritti da autrici e autori che vengono dai più diversi linguaggi. Con ciò non voglio dire che questo genere di libri siano una mera somma algebrica di piccoli racconti, ma dare solo una traccia alle autrici e agli autori perché spesso, per scrivere un racconto molto breve, ci vuole un pizzico di coraggio e poi l’astuzia che è diversa dalla furbata (Racconto lungo – sette righe + sorpresa finale= short story). Insomma, quello del poco spazio è un ostacolo solo apparente. Tra le duecentocinquanta e le settecentocinquanta parole può accadere di tutto: si può scrivere un buon racconto seguendo il canone e si può fare la stessa cosa stravolgendolo. Ci vuole creatività, intelligenza e, soprattutto, Grande Kalma.

Piccoli racconti Grandi rivelazioni

Sono già arrivati diversi racconti, non appena avremo raggiunto un numero ragionevole incomincerò la valutazione; gli autori e le autrici dovrebbero aver ricevuto l’e-mail di avvenuta ricezione. Mi piacerebbe che il primo numero uscisse entro l’inizio del 2021 ma questo dipende da vari fattori, faremo tutto con grande calma.

A questo link troverete le poche regole da seguire per partecipare alla call: https://grandecalma.wordpress.com/contact/

Mi rendo conto che scrivere un racconto così breve è semplice come giocare a ping pong sotto un tavolo, ma credo che valga la pena provare, misurarsi con questo esercizio di talento e precisione.

Per il numero zero di Grande Kalma avremo due ospiti internazionali. Si tratta di due donne, una è una bravissima giornalista e scrittrice con una traiettoria letteraria vasta e difficile da classificare. Insegnante di scrittura creativa, traduttrice e collaboratrice del quotidiano spagnolo La Vanguardia. Un’altra è una viaggiatrice instancabile, tatuatrice visionaria, che si prenderà cura delle illustrazioni per il primo numero. Non vorrei esagerare ma questa rischia di essere la rivista più cool degli anni venti del ventunesimo secolo.

Con grande calma (e ironia),

Antonio.