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Rosa da Purificação di Pierfrancesco Trocchi
Là dentro non si respirava più. Dopo qualche ora, avevo imparato a connotare le oblique fragranze dell’aria putrescente e persino cominciato a divertirmici: per molti secondi tappavo alternativamente l’una e l’altra narice, suggendone una timida ebbrezza. Presto lui sarebbe passato a un fiato da me, avrebbe esitato di fronte alla fetida parete per poi lasciarmi solo al mio buio. Chi mai si sarebbe nascosto nella cassa toracica di un capodoglio in decomposizione? Era Moby Dick, ma io lì dentro c’ero per davvero e chissà come stava tramontando là fuori, sopra al sordo sciabordio di cento panni stesi al libeccio, il…

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La mia impresa di Alessia Marchiori
«Vicentini, dritte quelle spalle, sguardo fiero, ubbidiente». «Vicentini, ancora non ha terminato il compito? Il Duce ci vuole celeri ed efficienti». «Vicentini, i libri di testo vanno tenuti con cura, siamo alla Scuola del lavoro, non in un pollaio di Rio Albo!». Che poi quella, sarebbe stata casa mia. E così avanti tutto il giorno. La maestra Elvira aveva fianchi da giumenta che strofinavano le nostre divise quando si spostava tra i banchi e un petto appuntito che noi ragazzi imitavamo, appena si girava per tornare alla lavagna. Mio papà diceva che era una povera zitellona, una ciarlatana. Per me…
