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Frigo giallo di Guendalina Bruni
Come se non bastasse mi ritrovo davanti a questo catorcio giallo zabaione, stipato fino all’orlo di dolci, panini, zuppe, insalate, pronto a riempire gli stomaci di malati e infermieri, segretarie, stagisti, genitori e figli, nonni e nipoti; ad affaticare intestini, appesantire palpebre. Sazi tutti, si accarezzano la pancia e concludono l’abbuffata con un caffè. Sipario. Bocche sporche, dita appiccicose, camicette macchiate. Signora è inutile che mi guarda con impazienza, ha fretta? Prego si accomodi, cerchi il suo tapper, lo sfili serena dal gigante color crema, frughi, frughi pure, il frigo è come la casa in fondo, ci sta pensando anche…

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Commenti eccentrici di Valerio Pelliccioni
C’è un motivo per cui il signor Carlo non esce a tarda notte. E non ha nulla a che fare con il fatto che la sua memoria non sia più quella d’un tempo o che i fari delle auto in avvicinamento gli diano fastidio. Semplicemente, si addormenta prima che faccia tardi. Appena uscito dal liceo, quando faceva il turno di notte in un ristorante, stare sveglio tutta la notte era solo una delle tante scelte possibili per ogni serata. Con l’avanzare dell’età e l’assunzione di maggiori responsabilità, di rado rimaneva sveglio senza motivo ma di tanto in tanto succedeva nonostante…
