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Nell’altra stanza di Agata Spinelli
Vivere qui mi spaventa; sono mesi che non vado nell’altra stanza. Qui le finestre si muovono, parlano e prima o poi riusciranno a inghiottirmi: sono due, una accanto all’altra, e fanno finta di masticarmi. Sono divise da uno specchio di cera ovale, con la cera sciolta, colata e di nuovo asciugatasi lì dove c’era il vetro ovale a riflettere; ora nello specchio tutto è torbido, opaco e non si vede nulla. Nell’altra stanza, nella stanza qui accanto c’è un telefono, che io in passato ho usato qualche volta per chiamare delle persone, ma anche quando non mi serviva, era un…

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Consigli su come scrivere un racconto e ottenere un bicchiere d’acqua in Giappone
Ho scritto l’ultimo articolo di questo tipo tre anni fa e, nel frattempo, ne è passata di acqua sotto i ponti. Ritengo di nuovo opportuno farlo perché mi rendo conto di due cose. La prima: la stragrande maggioranza di chi ci invia un testo non ne ha letti altri pubblicati sulla rivista e per questo problema non vedo nessuna soluzione. La seconda: c’è un equivoco, secondo me, su cosa sia un racconto breve della forma richiesta da Grande Kalma e cioè tra le duecentocinquanta e le settecentocinquanta parole. Su questo, invece, mi sento di poter e voler dire qualcosa. È…
