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Interludio di Simona Visciglia
Lo avevo capito solo quel pomeriggio. Era domenica, faceva caldo, la finestra era aperta su un pomeriggio d’estate. Ogni tanto un alito di vento smuoveva le tende verde acqua su un mare inesistente. Scenario senza suono, il mondo fuori inghiottito dalla canicola. Si sentiva solo il frinire delle cicale e il rumore ovattato di noi tra le lenzuola. C’erano state delle volte in cui avevamo sognato le stesse cose. Cose da fare, cose da comprare, cose da vedere. Facevamo progetti, guardando avanti. Insieme. C’erano stati discorsi così: «Potremmo sistemare la mansarda, renderla abitabile, farne uno studiolo. Potremmo andare un fine…
