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Frigo giallo di Guendalina Bruni
Come se non bastasse mi ritrovo davanti a questo catorcio giallo zabaione, stipato fino all’orlo di dolci, panini, zuppe, insalate, pronto a riempire gli stomaci di malati e infermieri, segretarie, stagisti, genitori e figli, nonni e nipoti; ad affaticare intestini, appesantire palpebre. Sazi tutti, si accarezzano la pancia e concludono l’abbuffata con un caffè. Sipario. Bocche sporche, dita appiccicose, camicette macchiate. Signora è inutile che mi guarda con impazienza, ha fretta? Prego si accomodi, cerchi il suo tapper, lo sfili serena dal gigante color crema, frughi, frughi pure, il frigo è come la casa in fondo, ci sta pensando anche…
