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Le pianelle di Márai di Andrea Scagliarini
Cosa spinse, nel 1968, lo scrittore ungherese Sándor Márai a trasferirsi al civico 34 di Via Trento a Salerno, nel quartiere popolare di Mercatello? Google Maps fotografa uno di quei complessi abitativi anonimi nella periferia est della città che sembrano uscire da un manuale di architettura sovietica anziché dalla fantasia di un architetto italiano. A Salerno, lo scrittore visse un’esistenza anonima, fino al 1980. Poi stabilì di ritornare per sempre negli Stati Uniti, dove decise di sbarazzarsi della sua vita con un colpo di pistola. Non conosco l’ungherese, ma provo a immaginare il suono della sua lingua straniera durante l’assemblea…

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Mani in alto di Simonetta Gallucci
Il merito fu di Frank Calbone di Paolo, classe 1921, e del suo fiuto. Al termine di una partita improvvisata con una palla di stracci per le strade di Belmont, si avvicinò a uno degli avversari, si tappò il naso con le dita e gli disse: «Puzzi di fogna!» prima di allontanarsi, correndo lungo Arthur Avenue. All’epoca, Michael Rotunno di Giovanni, classe 1919, era un dodicenne dai capelli arruffati e i calzoni al ginocchio, di qualche taglia più grandi: li portava legati in vita con lo spago. I suoi genitori erano approdati a Ellis Island da Padula nel 1901, con…
