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Che cosa mangiamo per cena? di Alessandra Cella
Ero arrivato a casa dopo una giornata di lavoro, come tutte le sere. Incurvato sul sedile dell’auto, rivolgevo lo sguardo alla finestra del mio appartamento. Il vialetto in pietra che costeggiava le case era avvolto da una nebbia lattescente; solo la luce del lampione la tagliava lasciando intravedere un bagliore. Suonai il campanello, avevo dimenticato le chiavi e lei era sempre in casa. Non usciva più da quando era morta. Teneva il naso appiccicato alla finestra per vedermi arrivare poi, staccandosi l’impronta del suo fiato caldo sul vetro, si ritraeva come un sogno. Non faceva che aspettarmi così tutti i…
