
Come se non bastasse mi ritrovo davanti a questo catorcio giallo zabaione, stipato fino all’orlo di dolci, panini, zuppe, insalate, pronto a riempire gli stomaci di malati e infermieri, segretarie, stagisti, genitori e figli, nonni e nipoti; ad affaticare intestini, appesantire palpebre.
Sazi tutti, si accarezzano la pancia e concludono l’abbuffata con un caffè.
Sipario. Bocche sporche, dita appiccicose, camicette macchiate.
Signora è inutile che mi guarda con impazienza, ha fretta? Prego si accomodi, cerchi il suo tapper, lo sfili serena dal gigante color crema, frughi, frughi pure, il frigo è come la casa in fondo, ci sta pensando anche lei mentre cerca, sia sincera: nasconde ma non ruba. Figuriamoci. Beh, glielo dico io signora, succede.
Succede che una mattina tuo figlio ha il solito controllo alla rotula, che dopo il terzo intervento le visite sono solo fastidiosa routine. E allora lo prendi da scuola prima di pranzo, che così poi lo riporti per le prove della recita di fine anno che ci tiene lui, ci tengono la maestra le bidelle la preside. È un bell’evento la recita, da provare e riprovare tutti insieme. Stanno preparando Molière, hai detto alla maestra: non scelga mio figlio per la parte del malato immaginario, la prego, che per lui i medici sono come papà, lo aiutano a stare meglio. E lui male c’è stato veramente.
Sì signora maestra, non si preoccupi, è solo un controllo, il tempo di andare e tornare, primo pomeriggio è di nuovo qui.
E invece no, non è routine, è massa densa che ritorna, calcifica, si accozza alla rotula e la disintegra. Ancora, per la quarta volta.
«Lo tratteniamo, signora, asportiamo!»,
«Mamma, e la recita?»,
«Amore, ora chiamo la maestra, le prove le fai per telefono…»,
«Signora, non si può.»,
«Come non si può, mica asportate subito.»,
«Mamma, ho fame.»,
«Amore ho portato la lasagna, tu non piangere che mentre aspettiamo ce la mangiamo, pensiamo a nonna e al profumo di mare della sua terrazza.»
E invece no, niente mare, niente profumo, nessuna terrazza: niente lasagna nel frigo color chantilly, sparita, rubata. Succede. Ci siamo solo io e te amore, il neon dei corridoi e il mostro mangia rotule.